Carta! Come farne a meno? Non si può. Al di là della sempre maggiore digitalizzazione del lavoro e dello studio, la carta resta uno degli elementi fondamentali per ogni ufficio, aula scolastica e casa.

Il primo elemento da considerare per distinguere le diverse tipologie di carta è la grammatura: ovvero, il rapporto tra il peso di un foglio, espresso in grammi, e la sua superficie, che si misura in metri quadrati. Occorre quindi prestare attenzione in quanto la dicitura 80 g/mq indicata non identifica il peso di un singolo foglio, ma di un mq di quel tipo di carta.

Possiamo quindi distinguere tra:

  • Carta da stampa. La grammatura tipica è 75 – 80 g/mq, ma da tempo sta prendendo piede la 70 g/mq; è utilizzata nelle stampanti, fotocopiatrici e fax, ed è venduta in risme da 100, 125, 200, 300 e 500 fogli, nel formato A4, o nei formati speciali A3 e A5
  • Carta di alta qualità, adatta per documenti importanti, come atti, tesi, relazioni
  • Carta per stampe grafiche. Dalla grammatura di 160g/mq è perfetta per avere l’effetto di un cartoncino leggero, e indicata per cataloghi, attestati, locandine e tutto quello che può contenere effetti grafici.
  • Cartoncino semirigido. Dalla grammatura di 200 e 240 g/mq, è utilizzato per la produzione di biglietti da visita, inviti, cartelline.
  • Carta adesiva. Adatta per le stampanti laser

Con l’esplosione delle stampe in ufficio si è concretizzato anche il problema dell’inceppamento che provoca il fermo macchina, ad oggi considerato uno dei costi occulti più significativi per una azienda. La grammatura non è l’unico fattore da tenere in considerazione nella scelta della carta, ma lo spessore di questa gioca un ruolo fondamentale nella macchinabilità, indipendentemente dalla marca del sistema di stampa utilizzato.

Esistono infatti tipi di carta con grammatura più bassa, ma con uno spessore più sostenuto grazie alla cellulosa utilizzata per la produzione di questa. Il nostro staff sarà felice di approfondire l’argomento.